Un codice comune (all’amica Valentina Cortese)
Esiste un codice comune ,
fa sue le luci di questo novembre.
Il mondo gli gira intorno,
vi appartiene anche il silenzio,
la parola minima, il dettaglio pronunciati
in un tentativo comune d’intesa .
Poi tutto ci lascia in balìa delle ombre.
Ad ognuno forse è dato di accordare
il battito all’asfalto, alla pioggia
che istruisce il disavanzo fragile.
del giorno che se ne fugge in fretta.
La senti? è voce nella voce,
stridore di maree, strade che si consumano di passi.
Tu rientri nel contorno di mattini freschi di rugiada.
E’ tua la bellezza ed io l’accolgo come un dono,
Sarà poi l’alfabeto, la parola a dire, a toccare
ciò che discolora.
I nostri giorni hanno suoni frammisti
a dialoghi a distanza, ma noi facciamo
nostra la citta del cuore.
