Autore: ninnj
• giovedì, settembre 03rd, 2009

Quando cielo e mare si fondono



L’incarnazione

si sfoglia della sua tenebra.

Luce che ogni altra luce frange:

dove ognuno ha il suo rivolo di sangue,

se trova un tabernacolo dimernticato,

qualche chiodo sfuggito al martirio dolente

del Tuo romitaggio, Signore.

Sento ardere l’incenso all’altare

e struggersi, qual volo vertiginoso

dal Tuo calvario, l’empietà.




La cecità


Nella Tua carne l’unico perdono,

il Tuo sangue versato al Golgota.

Dalle Tue pieghe, marchiata a fuoco,

la Resurrezione.

Dal Padre al Figlio il Mistero.

La vanità corrotta

non riconosce il pianto del mondo:

l’uomo salvato, malgrado se stesso.

Categoria: Poesie
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