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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 11:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione convegni e assistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero esprimerti, davvero umilmente, dopo le prestigiose recensioni lette, la mia prima e immediata suggestione ispirata dalla lettura delle liriche presenti nella tua raccolta “Quella luce che tocca il mondo”.
Una più bella dell’altra, penetrano dentro, meritano più riletture per coglierne tutta la significativa profondità. Una continua emozione sull’emozione, un canto di verità che affonda l’ombra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Desidero esprimerti, davvero umilmente, dopo le prestigiose recensioni lette, la mia prima e immediata suggestione ispirata dalla lettura delle liriche presenti nella tua raccolta “Quella luce che tocca il mondo”.<br />
Una più bella dell’altra, penetrano dentro, meritano più riletture per coglierne tutta la significativa profondità. Una continua emozione sull’emozione, un canto di verità che affonda l’ombra “in giorni d’ambrosia”, in “un trionfo di riverberi alati” dai connotati spesso amari, eppure celestiali, che liberano, elevano il “rastremare d’anima indifesa (… ) tra foglie ostili (…) tentacoli d’argilla”. E, poi, “L’inventario dei ritardi”, “Il tempo incarnato”, “La poca verità da custodire”, “Alla madre”, “La stagione degli inganni”, “Ancora cercheremo”, “Si fa corpo al vento”, “Tra case bianche e libeccio”: cito quelle che hanno maggiormente rispecchiato la mia interiorità, ma tutte le immagini metaforiche, rivelate da un lirismo altissimo, invitano a una profonda meditazione sul bene e sul male dell’esistenza, sulla verità celata nelle notti inascoltate che, nei versi finali, si materializza in “Refoli d’aria, storie di echi/ che ancora stringono fragranza”.<br />
Spero di aver colto – almeno in piccola parte – l’essenza del tuo sentire. Complimenti vivissimi, e grazie per queste intense emozioni<br />
Daniela Quieti</p>
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		<title>Presentazione A Firenze dell&#8217;ultima opera di Ninnj Di Stefano Busà: QUELLA LUCE CHE TOCCA IL MONDO</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati-stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Un volume che ha giù ottenuto l&#8217;avallo dell&#8217;autorevole firma di Emerico Giachery in prefazione. Molti fin&#8217;ora i critici che hanno scritto saggi e recensioni sulla scrittrice,  la quale è giunta alla sua ventesima pubblicazione.
Una serata interessante è stata dedicata a Ninnj Di Stefano Busà alla Camerata dei Poeti, il giorno 16 marzo u.s. Hanno relazionato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un volume che ha giù ottenuto l&#8217;avallo dell&#8217;autorevole firma di Emerico Giachery in prefazione. Molti fin&#8217;ora i critici che hanno scritto saggi e recensioni sulla scrittrice,  la quale è giunta alla sua ventesima pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una serata interessante è stata dedicata a Ninnj Di Stefano Busà alla Camerata dei Poeti, il giorno 16 marzo u.s. Hanno relazionato i critici Duccia Camiciotti, Lia Bronzi e Carmelo Consoli. Al leggìo la voce preparata di Andrea Pericoli. Ha curato l&#8217;intera serata la poetessa Roberta degl&#8217;Innocenti. Si è alternato un dibattito molto condiviso col pubblico presente, molti di loro hanno intervistato la poetessa e le hanno tributato grandi applausi, manifestandole tutta la loro simpatia e affetto.</p>
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		<title>POESIA</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 21:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione convegni e assistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[IL DESTINO, LA VITA
A volte, è lucido il destino dell&#8217;uomo,
il suo amore un camminamento alla luce,
uno spasimo forte all&#8217;eterno,
come un bambino nel buio
tende le braccia alla vita.
Altre, è carne gelida di morte,
pantano e fondiglio di tormenta,
di sangue che alimenta la morte:
un labbro senza miele che irrita
la bocca di chi ha sete.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL DESTINO, LA VITA</p>
<p>A volte, è lucido il destino dell&#8217;uomo,</p>
<p>il suo amore un camminamento alla luce,</p>
<p>uno spasimo forte all&#8217;eterno,</p>
<p>come un bambino nel buio</p>
<p>tende le braccia alla vita.</p>
<p>Altre, è carne gelida di morte,</p>
<p>pantano e fondiglio di tormenta,</p>
<p>di sangue che alimenta la morte:</p>
<p>un labbro senza miele che irrita</p>
<p>la bocca di chi ha sete.</p>
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		<title>Assegnati alla scrittrice Prof.ssa Ninnj Di Stefano Busà</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 15:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione convegni e assistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito del Premio &#8220;Histonium&#8221;, il Comune di Vasto Assessorato alla Cultura ha assegnato alla scrittrice Prof.ssa Ninnj Di Stefano Busà il premio alla Carriera per i suoi alti meriti culturali.
 
alla Carriera &#8220;per alti meriti letterari&#8221; con la seguente motivazione: critico letterario e saggista, personalità ricca di non comuni meriti culturali; poetessa insigne che sa penetrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nell&#8217;ambito del Premio &#8220;Histonium&#8221;, il Comune di Vasto Assessorato alla Cultura ha assegnato alla scrittrice Prof.ssa Ninnj Di Stefano Busà il premio alla Carriera per i suoi alti meriti culturali.</h2>
<h2> </h2>
<h2>alla Carriera &#8220;<span style="color: #888888;">per alti meriti letterari</span>&#8221; con la seguente motivazione: critico letterario e saggista, personalità ricca di non comuni meriti culturali; poetessa insigne che sa penetrare nell&#8217;animo dei lettori, utilizzando con maestria lo scavo psicologico, il lirismo dei sentimenti, la denuncia dei mali che affliggono la nostra società.&#8221;</h2>
<h2> </h2>
<h2> </h2>
<h2>La Città di Chiavari dalle mani del Sindaco conferisce alla scrittrice Prof. Ninnj Di Stefano Busà il Premio alla Cultura del Senato della Repubblica per i suoi alti meriti letterari in data 3/10 2010.</h2>
<h2>Assegnato alla scrittrice il &#8220;Premio alla Cultura&#8221; dall&#8217;Accademia di Paestum, 2010.</h2>
<h1>La scrittrice è tra i vincitori del Premio &#8220;Scriveredonna&#8221;, Edizioni Tracce Pescara 2010</h1>
<p> </p>
<h1>Assegnata la palma della vittoria alla Poetessa Ninnj Di Stefano Busà al Premio S. Margherita Franco Delpino, 2010 col libro edito: L&#8217;Assoluto Perfetto&#8221;</h1>
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		<title>RICETTA DI TORTA &#8220;DOLCEZZA&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Organizzazione convegni e assistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ninnj Di Stefano Busà
INGREDIENTI: 250 gr. di farina, 1 bustina di lievito in polvere per dolci, 200 gr. di ricotta fresca, 120 gr. di burro, 4 uova, 180 gr. di zucchero, 1 scatola di pesche sciroppate, 10 prugne secche snocciolate, 2 cucchiai di confettura di prugne, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 100 gr. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Ninnj Di Stefano Busà</p>
<h2><span style="text-decoration: underline;">INGREDIENTI: 250 gr. di farina, 1 bustina di lievito in polvere per dolci, 200 gr. di ricotta fresca, 120 gr. di burro, 4 uova, 180 gr. di zucchero, 1 scatola di pesche sciroppate, 10 prugne secche snocciolate, 2 cucchiai di confettura di prugne, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 100 gr. di nocciole ridotte in polvere, 30 gr. di pistacchi a lamelle o tritate, sale, 1 pizzico di cannella in polvere, 3 chiodi di garofano pestati.</span></h2>
<h2>Fate fondere il burro a fiamma bassa in un tegame. In una ciotola riunite tutti gli ingredienti: il burro fuso, la ricotta, le uova sbattute, lo zucchero semolato, un pizzico di sale. Mscolate bene con una frusta per alcuni minuti. Incorporate ora le nocciole tritate, la cannella in polvere e i chiodi di garofano ridotti in polvere. Infine incorporate la farina mescolata al lievito facendola cadere a pioggia. Continuate a mescolare continuamente, finché il composto sia omogeneo e fluido. Rivestite con carta forno uno stampo col fondo a cerniera, versatevi la metà dell&#8217;impasto, ponete nel centro le prugne secche snocciolate  e 2 cucchiai di marmellata di prugne. Rovesciatevi sopra l&#8217;altra metà dell&#8217;impasto. Sgocciolate le pesche dal loro sciroppo, asciugatele e sistematele a spicchi sulla superficie di tutto l&#8217;impasto, affossandole leggermente con le dita. Cospargete tutta la superficie stessa con i pistacchi tritati e zucchero di canna. Riponete in forno preriscaldato nel ripiano di mezzo, a 180° per un&#8217;ora. Sfornate la torta, lasciatela raffreddare completamente e servite con un Vin Santo Albarola Val di Nure .</h2>
]]></content:encoded>
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		<title>Mariele Rosina</title>
		<link>http://www.cielialtipoesia.it/2009/11/15/mariele-rosina/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori ospiti del sito]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una milanese doc. Nata da genitori lombardi a Milano dove è sempre vissuta. Si è laureata in Medicina e Chirurgia , iniziando subito, a pochi mesi dalla laurea, la sua carriera accademica presso l&#8217;Università degli Studi di Milano fino a raggiungere il ruolo di Professore Associato di Patologia Clinica, che ha ricoperto per oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>E&#8217; una milanese doc. Nata da genitori lombardi a Milano dove è sempre vissuta. Si è laureata in Medicina e Chirurgia , iniziando subito, a pochi mesi dalla laurea, la sua carriera accademica presso l&#8217;Università degli Studi di Milano fino a raggiungere il ruolo di Professore Associato di Patologia Clinica, che ha ricoperto per oltre vent&#8217;anni, svolgendo attività didattica (nel Corso di laurea di Medicina e Chirurgia  ed in numerose altre scuole di specializzazione e attività di ricerca microbiologico e biochimico clinica nell&#8217;ambito della medicina di laboratorio. I risultati delle sue ricerche sono documentati da numerose pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche nazionali e internazionali. Da poco in pensione, si gode felicemente la sua famiglia, dedicandosi con vero impegno e passione ai due adorabili bimbi di cui è fortunatissima nonna: Lorenzo e Sofia.</address>
<address></address>
<address>Il suo sogno segretamente coltivato in tanti anni, mantenuto spesso nei cassetti, col pudore dei sentimenti più riservati e profondi, ha potuto risorgere ed essere assecondato con la passione che ha sempre nutrito per la Letteratura e la Poesia, coltivandola in sordina per tempi più  sereni, come quelli  di oggi, &#8220;in quiescenza&#8221; che l&#8217;hanno vista, comunque, entrare nell&#8217;agone letterario di un premio prestigioso come il Premio &#8220;Iniziative Letterarie&#8221; dell&#8217;Unione Nazionale Scrittori, di cui è stata vincitrice nel 2006. Di recente per la nascita della piccola ha scritto un testo commovente e delicato che vogliamo inserire a testimonianza di  quanto la sua vena lirica sia sempre valida e rigorosa. Questa figura di medico/letterato (non nuova in  verità come abbinamento delle due discipline), la dice lunga sul tema della Poesia, che non può essere esclusa dalla vita di ognuno di noi, perché fa parte del nostro patrimonio intellettuale e, pertanto, ritorna come Araba Fenice, risorge dalle sue ceneri frammentate e qualche volta ignorate per darci il suo segnale e la sua grandissima carica emotiva in circostanze sempre misteriose. Si spera che questa valida poetessa metta insieme i suoi frammenti lirici, i suoi testi validissimi per farne dono alle sue creature, che un giorno possano essere orgogliosi della loro nonna. Una testimonianza poetica di buona qualità è sempre un talento che deve essere trasmesso alle nuove generazioni.  A tal fine, Mariele Rosina dovrà decidersi prima o poi a lasciare la sua impronta poetica in un testo che tutta la racchiuda e la contempli, che resterà a testimoniare la sua voce nel tempo e nella memoria di coloro che la leggono.</address>
<address> </address>
<address> </address>
<address>A Sofia </address>
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		<title>Saggio critico su Franco Loi</title>
		<link>http://www.cielialtipoesia.it/2009/11/03/saggio-critico-su-franco-loi/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori ospiti del sito]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ninnj Di Stefano Busà
Franco Loi nasce a Genova nel 1930. Ma trasferitosi a Milano apprende quasi interamente la cultura e il dialetto lombardo, tanto da farne la sua lingua d&#8217;eccellenza, soprattutto, aderisce ad una contaminatio che lo avvicina molto ai dialetti dell&#8217;interland e dell&#8217;area metropolitana. La Storia di Franco Loi è di quella proletaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify">di Ninnj Di Stefano Busà</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Franco Loi nasce a Genova nel 1930. Ma trasferitosi a Milano apprende quasi interamente la cultura e il dialetto lombardo, tanto da farne la sua lingua d&#8217;eccellenza, soprattutto, aderisce ad una <em>contaminatio</em> che lo avvicina molto ai dialetti dell&#8217;<em>interland </em>e dell&#8217;<em>area metropolitana.</em> La Storia di Franco Loi è di quella proletaria e contadina.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Lo stesso, prima di giungere a livelli alti della Poesia e della Critica Letteraria, ha fatto lavori diversi, adatti alla necessità del sopravvivere, quali il ceramista, l&#8217;operaio, il portuale. Lavori umili che gli davano da vivere in un momento in cui la vita del nostro paese era difficile: intrecciata a flussi migratori che il dopoguerra aveva reso necessari per la sopravvivenza di molte famiglie. In Franco Loi la voce del&#8217;intelletto pensante e della Poesia hanno avuto il sopravvento, riuscendo a penetrare e a superare con un ampio balzo in avanti, la caratterizzazione essenziale del momento storico che era &lt;<span style="text-decoration: underline;">lo sperimentalismo</span>&gt;, proponendosi in maniera molto equilibrata ad un lirismo dalle limpide interpretazioni e dalle linee e dai toni più vicini ad una scrittura idealizzata , che gli hanno valso la notorietà e il giudizio positivo della critica che conta. Egli, si può dire, appartenga al periodo storico/letterario  della sperimentazione , soprattutto in auge tra il 50/60, perché vi rientra come secolarizzazione , come sustrato culturale, come linea di orientamento, ma non gli si attaglia, non ne apprende e comprende le punte acuminate che in quel periodo storico facevano molti proseliti. Si può ben dire che Loi riformula la sua letterarietà in una peculiare struttura marcatamente e ricercatamente <em> altra</em>  dal contesto che lo circonda, e che resta una sigla specificatamente sua e soltanto sua. La sua dimensione culturale lo fa rientrare in un filone a sé  che è, soprattutto, rielaborazione di un agile e spigliato idioletto lombardo e dell&#8217;interland, che assiste al disagio sociale della classe operaia e dell&#8217;ambiente rurale. Una via di mezzo, tra la saggezza popolaresca e la  fedeltà alle tradizioni, agli stereotipi di una visione di vita che, anche se isolata, sa ancora dare pillole di saggezza, di morale, di attaccamento ai valori della famiglia, della vita, dei mestieri antichi non ancora estinti, al contrario esaltanti il patrimonio umano dei grandi sentimenti, intriso a quelle rarefatte ma non decadute usanze del passato.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Quella di Franco Loi  è una scrittura fatta di tutti questi felici raccordi, sullo sfondo di un&#8217;ironia bonaria tendente a pulsioni di carattere sociale, <strong><span style="text-decoration: underline;">conservativa </span></strong>dell&#8217;oggetto popolare e della storia umanistica dei popoli. Quindi, si può affermare che in un periodo che è di cesura tra il decrescente &lt;sperimantalismo&gt; non ancora del tutto decaduto, ma che si va stemperando, (immettendosi nel nuovo filone del ciclo letterario delle avanguardie), egli si collochi come l&#8217;artefice di una poesia che affascina per la diversità, e lo impone autonomamente, senza frange di riferimento, senza matrici di appartenenza <em>subietc.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">La sua scrittura ha superato la ventata sperimentalista e si è autoreferenziata ad un nuovo modello linguistico che non guarda più al passato come riferimento e orientamento letterario. Un modello innovativo, popolare e di gran lunga carico di quello <em><span style="text-decoration: underline;">spleen </span></em> che costituisce il disgelo e il superamento delle aree linguistiche e culturali dei sessantottini, nelle cui spire non è mai rimasto invischiato. Il suo esercizio di scrittura ha inizio con bellissime raccolte che gli riservano i primi approcci con la Critica autorevole di Franco Fortini che lo incoraggia e lo avvia a pubblicazioni di grande levatura come <em>Strolegh</em>, e successivamente <em>Angel, Liber, </em>etc. Inizia ad essere vincitore di molti premi di prestigio e ad essere conosciuto come uno dei massini rappresentanti della Poesoa dialettale. Il suo esercizio si conforma sempre più ad un modello che parte dalla memoria e giunge fino alla dimensione reale del racconto lirico, in una Milano che versa al sociale il suo contributo umano fatto di umili mestieri, di sentimenti, di presenze, di massime, di personaggi, di sentenze, di chiuse di saggezza, di tradizioni del mondo popolare e operaio. Franco Lio trasferisce questo mondo in Poesia, come in un palcoscenico gli dà tutte le sfumature, gli idiomi, le parlate , le espressioni di una lingua impura (dialetti), ma li scioglie dalla pesantezza e goffaggine locale, ne fa un virtuale concerto, che riposa senza celebrazione né impaccio in una felice e tenera ispirazione personale, ed è in questa particolare visionarietà e cantabilità che si muove in un primo momento la sua scrittura, fatta di lnguismo variegato e di una tecnica espressiva che si uniforma alla &#8221; <em><span style="text-decoration: underline;">piece&#8221;</span></em> di teatro.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">E in tale direzione viene sempre più apprezzato, fino a giungere a opere più mature dal lato stilistico e semantico. L&#8217;autore ancor più che alla poesia, in un primo tempo, aveva rivolto la sua produzione e il suo interesse al teatro. Una delle sue maggiori opere l&#8217;<em>Angel </em>(&#8217;94) ottenne anche un adattamento per le scene, e nel dialetto si conferma come una delle migliori e più riuscite opere dell&#8217;Autore: una via di mezzo, dunque, tra una forte e disinvolta spigliatezza lessicale che egli sapientemente trasferisce ai sentimenti, alla fedeltà alle tradizioni etc e lo sfondo di un&#8217;ironia che sa vedere dai fondi scuri di bottiglia, la luce della speranza pura e semplice, come si addice ad un poeta del suo livello.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Una lingua idiomatica la sua che si avvale di populismo, senza nulla di folkloristico, frutto di un&#8217;immaginazione individuale che va oltre le forme classicheggianti di un vitalismo immaginifico tutt&#8217;altro che &#8220;perduto&#8221;, che è sì, carne e sangue popolare, ma anche visione del mondo; tragicomica dimensione di una realtà e letterarietà <strong>conservativa </strong>che &#8220;tiene,&#8221; senza essere sbaragliata da nessun vento contrario.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Tuttavia, pur trattandosi di un romanzo in versi (quindi prosa poetica) riesce a rappresentare una tale carica emotivo/storica/culturale/ambientale da imporsi come opera lirica. I suoi più grandi critici come Dante Isella, Franco Fortini, e successivamente Maurizio Cucchi, Davide Rondoni lo evidenziano come uno dei maggiori poeti dialettali degli ultimi tempi, uno dei più validi e riconosciuti esponenti d quest&#8217;ultimo scorcio di secolo. Franco Loi è in cima alle classifiche con le opere che diverranno punti fermi, autoreferenzili: <em>Angel, Strolegh, Teater, Liber,</em> etc. Ma sono tante e numerose le altre opere pubblicare dall&#8217;autore e apprezzate dalla critica militante ad avere validi riconoscimenti a livello nazionale. La voce di Loi risente l&#8217;influsso di un&#8217;immagine fresca, ironica, semplice, di grande impatto che sa identificarsi ad un rilevante e personalissimo livello artistico, perché porta con sè l&#8217;eco spontanea di una bellezza che si fa voce del mondo, ironia bonaria e non menzognera, mai arzigogolata né artificiosa parola, versatile strumento di una vsisionarietà che ripete gesti antichi, anime antiche, idiomi del passato, insufflata di tutti quegli aromi, sapori, trame che si piegano a un registro lirico accattivante, intrigante per le innumerevoli interpretazioni e sinergie, che sono intermediazione  fra la lingua e i dialetti: incroci stilistici capaci di beneficiare il lettore di un espressionismo autoctono che lo distingue.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Proprio come è degli umili egli riesce a leggere all&#8217;interno del loro stupore, della dolcezza, dello smarrimento, della semplicità di chi sa dire: &#8220;<em>ho una canzone nel cuore e so cantare</em>&#8221; oppure: /&#8230;/&#8221;<em> Non so cosa sia questa gioia che mi fa piangere&#8221;</em>. La sua poesia piace, perché mette il lettore nelle condizioni di intuire cosa passa nella mente dei semplici, dei puri di spirito, della gente laboriosa, di una cultura modesta e popolare che avverte il pudore e la riservatezza di una preghiera, che è l&#8217;energia del mondo:un mondo schietto che manifesta la forza cosmica più inesauribile ed eterna, quella che viene dal cuore.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Visione popolaresca, ma autentica, che istruisce antropologicamente le creature della terra, così come idioletti, espressioni gergali conservano la memoria territoriale, la dignità i tratti duri a morire, perché conservati gelosamente nella tradizione degli antenati, dei genitori, delle famiglie del passato. Tutto ciò si colloca in una dimensione di eterno e in una &lt;conservazione&gt; lessicale che li mantiene inalterati e protetti. Loi li trasferisce e li rimodella all&#8217;insegna della sua ispirazione, che mantiene integra la struttura cantabile di fondo, che è in definitiva, quella di non perdere di vista, di non destabilizzare il reale quotidiano che cambia, i tempi e le mode che tendono a cancellarli.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Una frase di Franco Loi mi rimane scolpita nel cuore e rimane immortale. Da grande poeta quale è, Loi ha dichiarato con semplicità e pudore: <em>&#8221; la poesia, in fondo, è il dire ciò che è impossibile</em>&#8220;.</p>
<h2>Curriculum Vitae di Franco Loi</h2>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Nato a Genova nel 1930, vive a Milano da &#8216;37. Ha svolto molti lavori, per ultimo all&#8217;Ufficio Stampa della Mondadori. Attualmente collabora all&#8217;inserto letterario del Sole-24 ore.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Ha pubblicato i seguenti libri di Poesia:</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>I cart</em>, disegni di Eugenio Tomiolo, Edizioni Trentadue, Milano 1973</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Poesie d&#8217;amore,</em> incisioni di Ernesto Treccani, Edizioni il Ponte, Firenze</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Stròlegh</em>, prefazione di Franco Fortini, Einaudi To, 1975;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Teater</em>, con introduzione dell&#8217;autore, Einaudi, To, 1978</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>L&#8217; aria</em>, Einaudi, To, 1981;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>L&#8217;Angel ,</em> prima parte prefazione franco Brevini, San marco dei Giustiniani, Genova 1981,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Lunn,</em> incisioni di Fernando farulli, Ediz. Il Ponte Firenze, 1982,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Bach</em>, Scheiwiller, Milano 1986;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Liber</em>, risvolto di Cesare Segre, garzanti Milano, 1988;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Memoria,</em> prefazione di Giovanni Tesio, Boetti &amp; C. Mondovì, 1991;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Poesie,</em> antologia personale con prefazione di Franco De Faveri, Fondazione Piazolla, Roma 1002;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Umber</em>, prefazione di Romano Luperini, Piero Manni Editore, Lecce 1993;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>L&#8217;Angel</em>, in 4 parti, risvolto di Cesare Segre, Mondadori Milano, 1994;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Arbur</em>, incisioni di Guido Di Fidio , Moretti, Vitali e C. Bergamo, 1994;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Alice,</em> disegni di Piero Leddi, Edizione dell&#8217;Ulivo, Balerna 8CH), 1996;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Verna</em>, risvolto di Daniela Attanasio, Ed. Empiria, Roma 1997;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Album di famiglia</em>, introd. di Bernardo Malacrida, Lietocolle, Como, 1998,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Amur del temp</em>, Crocetti Editore, Udine, 2000;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>El vent,</em> Campanotto Editore, Udine 2000;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Isman,</em> Zinaudi, To, 2002,</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>Acquabella</em>, Interlinea Novara, 2004</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><em>L&#8217;ampiezza del cielo</em> (racconti) edito da Ignazio, Maria Gallino, Milano 2001.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Sue poesie sono state tradotte in quasi tutti i Paesi d&#8217;europa, in Corea, in Brasile, nei Paesi arabi e negli Stati Uniti. Ha ricevuto numerosi e prestigiosi premi, dal Bonfiglio nel &#8216;76 al Nonino nel &#8216;90. Recentemente è stato insignito del Premio Librex-Montale. Ha ricevuto la mdaglia d&#8217;oro della Provincia di Milano e l&#8217;Ambrogino d&#8217;oro del Comune di Milano, oltre che la targa alla carriera dall&#8217;Unione Nazionale Scrittori presso il Circolo della Stampa di Milano nel 2005 dalle mani della scrittrice e critico Ninnj D Stefano Busà, Presidente e Responsabile dell&#8217;Ass.ne per  la Lombardia.  </p>
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		<title>Italia Viaggio d&#8217;amore di Anna Bertiromo (recensione di Ninnj Di Stefano Busà)</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 07:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poeti Ospiti del sito]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ninnj Di Stefano Busà
Anna Bertiromo non è nuova a libri di poesia. La scrittrice napoletana ha anche pubblicato lavori di narrativa, di saggistica di giornalismo e varie. In questa sua nuova raccolta che mi pare sia stata redatta nella forma di un diario lirico, attraverso un viaggio itinerante per l&#8217;Italia, la scrittrice mette a fuoco con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Ninnj Di Stefano Busà</p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify">Anna Bertiromo non è nuova a libri di poesia. La scrittrice napoletana ha anche pubblicato lavori di narrativa, di saggistica di giornalismo e varie. In questa sua nuova raccolta che mi pare sia stata redatta nella forma di un diario lirico, attraverso un viaggio itinerante per l&#8217;Italia, la scrittrice mette a fuoco con abilità e stile le varie fasi, le impressioni, le suggestioni che hanno caratterizzato molti dei suoi viaggi. La fantasia e il particolare riguardo per i molti aspetti del percorso culturale o non della scrittrice sono interpretati all&#8217;insegna di una scrittura limpida e chiara, che vogliono essere un <em>amarcord</em>, un&#8217;affascinante testimonianza e una straordinaria memoria attorno alla nostra penisola. Il nostro Paese, in quanto a bellezza e opere d&#8217;arti, non è secondo a nessuno. La fa da padrone e da ambìto appuntamento per molti turisti stranieri, che trovano il nostro territorio come la stella polare,  o una cometa da seguire per il fascino, le emozioni, la grazia di panorami suggestivi e cangianti, ma soprattutto per la buona tavola, l&#8217;accoglienza della gente, i luoghi d&#8217;arte da visitare, le opere eccezionali racchiuse entro un&#8217;enclave di riecheggiati capolavori che hanno lasciato incantati e impressionati molti visitatori d&#8217;oltre oceano. La bellezza della raccolta risiede in una quantità di emozioni e di afflati lirici che contribuiscono a fare di questa Poesia un riferimento ineludibile per altre tappe, altri itineranti viaggi che la vedranno ancora descrivere, non solo il paesaggio esteriore, ma tutta una gamma di minute osservazioni, di momenti naturalistici, di avventure territoriali, di nostalgie , di esperienze che riescono ad emozionarla interiormente, facendole attraversare con notevole esemplaritù di stile e di contenuti e a mezzo di una variegata originalità testimoniale e personale, tutto l&#8217;itinerario turistico delle sue peregrinazioni. L&#8217;esperienza registrata dall&#8217;autrice  attraverso un&#8217;Italia che spesso sfugge all&#8217;occhio distratto del turista o dell&#8217;uomo/donna d&#8217;affari, porta in sè, invece, per chi la sa osservare con gli occhi di poeta, come Anna, tutta la carica magica, il fascino, la ricreata dolcezza di un viaggiatore attento, come Anna, che finisce col sorprendere la sua immaginazione cantabile in assoli delicati e in versi che hanno la dolcezza del particolare e lo stile, la precisione e il fascino di uno sguardo cantabile che si spalanca in lungo e in largo in desrizioni dettagliate e in osservazioni intimistiche fatte di voli d&#8217;anima. Anna Bertiromo ha viaggiato  in lungo e in largo della nostra penisola. Da ogni luogo, da ogni città, da ogni sosta ha riportato le magie, i pleniluni, le spiagge incantate dalla luna, i frammenti, le rovine di Agropoli, i meriggi e i tramonti, le mirabili terre vulcaniche dell&#8217;Etna: pomice e diaspro, ombre fugaci, declivi erbosi, o falde di lava come sul Vesuvio, il grande mistero della Venezia dondolante fra i canali e i ponticelli, la laguna, la storia di stemmi e gondolieri, di dogi e dame che ancora abitano la notte fonda fra carrugi e fantasmi. <em>&#8220;E, quando c&#8217;è la luna/ a dare un volto nuovo / a tutta la laguna/ i vostri remi pescano/ pepite di cobalto/&#8230;/le loro voci coprono/ il fluitar dell&#8217;onde/ e l&#8217;ombre si confondono / col volo dei colombi.&#8221; (pag.24)</em> Il minuzioso descrittivismo investe anche altri testi, come Magia d&#8217;agosto, Inno al Sarno, Tariqa (l&#8217;Etna), San Donà di Piave, il litorale di Ostia, La terra d&#8217;Abruzzo aspra e forte, il mare jonico e tante altre località da lei visitate, che hanno saputo imprimere in lei la forza di una poetica echeggiata e trascritta come un antico canto di sirene, ovvero ammaliante e dolce, sereno e scheggiato solo da qualche volo di gabbiani, ma anche di un  -<span style="text-decoration: underline;">intenso- </span> poetico che ha rubato le testimonianze vive di cultura e fascino per mettere insieme versi ben strutturati, che rievocano il profumo selvaggio di certi itinerari agresti, ma anche l&#8217;aspetto più culturale ed essenziale di luoghi d&#8217;arte o di storia che hanno visto un passato di grande realizzazione artistica nel nostro Paese. Anna Bertiromo assembla alla grazia dei &#8220;<em>pleniluni</em>&#8221; le &#8220;<em>radici di antiche passioni/ &#8230;/voci di una cultura/ che esonda forte dal cuore come sciara/e si diffonde oltre le aspre falde del Vulcano.&#8221; (pag.32),</em> forse in un afflato di parole sognanti, ma anche, perché no, di invaghite particolarità territoriali (le famose radici terragne della sua Campania, del suo litorale sorrentino, delle &#8220;<em>strade del suo paese</em>&#8220;che in lei vivono quotidianamente come forza di abituale contrasto mnemonico, ma anche di sussulto e di gioia per le impressioni irripetibili che ad essi strettamente la congiungono.</p>
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		<title>Dal volume &#8220;IL PERFETTO ASSOLUTO&#8221; (meditando in Cristo)</title>
		<link>http://www.cielialtipoesia.it/2009/09/03/dal-volume-meditando-in-cristo/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 08:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando cielo e mare si fondono




L&#8217;incarnazione
si sfoglia della sua tenebra.
Luce che ogni altra luce frange:
dove ognuno ha il suo rivolo di sangue,
se trova un tabernacolo dimernticato,
qualche chiodo sfuggito al martirio dolente
del Tuo romitaggio, Signore.
Sento ardere l&#8217;incenso all&#8217;altare
e struggersi, qual volo vertiginoso
dal Tuo calvario, l&#8217;empietà.






La cecità


Nella Tua carne l&#8217;unico perdono,
il Tuo sangue versato al Golgota.
Dalle Tue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Quando cielo e mare si fondono</span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>L&#8217;incarnazione</strong></p>
<p><strong>si sfoglia della sua tenebra.</strong></p>
<p><strong>Luce che ogni altra luce frange:</strong></p>
<p><strong>dove ognuno ha il suo rivolo di sangue,</strong></p>
<p><strong>se trova un tabernacolo dimernticato,</strong></p>
<p><strong>qualche chiodo sfuggito al martirio dolente</strong></p>
<p><strong>del Tuo romitaggio, Signore.</strong></p>
<p><strong>Sento ardere l&#8217;incenso all&#8217;altare</strong></p>
<p><strong>e struggersi, qual volo vertiginoso</strong></p>
<p><strong>dal Tuo calvario, l&#8217;empietà.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La cecità</span></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Nella Tua carne l&#8217;unico perdono,</strong></p>
<p><strong>il Tuo sangue versato al Golgota.</strong></p>
<p><strong>Dalle Tue pieghe, marchiata a fuoco,</strong></p>
<p><strong>la <em>Resurrezione</em>.</strong></p>
<p><strong>Dal Padre al Figlio il Mistero.</strong></p>
<p><strong>La vanità corrotta</strong></p>
<p><strong>non riconosce il pianto del mondo:</strong></p>
<p><strong><em>l&#8217;uomo salvato, malgrado se stesso.</em></strong></p>
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		<title>Breve giudizio della Dott.ssa Mariele Rosina</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 14:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ninnj</dc:creator>
				<category><![CDATA[Note brevi di giudizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tuo sito è Poesia pura, anche nelle prose. Mi sono commossa alla lettura dei tuoi versi pubblicati (stupendi! ) e delle riflessioni sulle cose minime, misconosciute, eppure così importanti. Leggendo mi sono sentita tutt&#8217;una con te, condividendo ogni parola, con il compiacimento di esserti amica. Grazie per quello che ci dai con la tua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il tuo sito è Poesia pura, anche nelle prose. Mi sono commossa alla lettura dei tuoi versi pubblicati (stupendi! ) e delle riflessioni sulle cose minime, misconosciute, eppure così importanti. Leggendo mi sono sentita tutt&#8217;una con te, condividendo ogni parola, con il compiacimento di esserti amica. Grazie per quello che ci dai con la tua scrittura, continua a darci la tua Poesia, una voce che va oltre le parole&#8230;</strong></p>
<p><strong>(Mariele Rosina)</strong></p>
]]></content:encoded>
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