Hanno scritto anche, tra gli altri: E.F. Accrocca: “Si tenga infine conto della qualificazione raggiunta, che s’inserisce su un piano linguistico moderno, pur mantenendo il severo controllo delle varie connessioni surreali, che sono in definitiva il merito di questa poesia.»; G. Bárberi Squarotti (con diverse note critiche, 2 prefazioni etc): “Un risultato poetico di grande intensità e bellezza pienamente raggiunto nel suo meditativo lirismo religioso e umano.“; P. Bigongiari: “Una scrittura armonica e stringata, fortemente scevra da forme leziose ed elegiache che sono lontane anni-luce da questo modulo espressivo. Una sostanza lirica che propone una straordinaria fruibilità di simboli, che non sono né vogliono essere ‘parole in libertà’…”; C. Bo: “Un lavoro impegnativo portato avanti con serietà e competenza, che assolve alle varie carenze della poesia odierna così scura di veri valori e di arte.”;V. Esposito: (con diversi giudizi critici su antologie, recensioni, prefazioni) “Una scansione musicalmente ben controllata, con un linguaggio raffinato, privo di cadenze convenzionali, senza orpelli di retorica aulicità e senza alcun residuo extrapoetico, di crociana memoria”; E. Giachery :“Quella dolcezza inquieta mi resterà vicino per una frequentazione assidua e discreta dei suoi versi, così compositi quanto controllati, eppur felicemente raggiunti da un eccezionale pathos.»; A. Grassi: “Una poesia impegnata, ricca di contenuti, dalle meditazioni e dalle osservazioni sparse in ogni verso, passionale e poetica, quasi un ragionamento sentimentale per la semplice ragione che anche il sentimento può diventare oggetto di giudizio.”; M. Grillandi: “Ogni sillaba di questa poesia scava nei solchi, nelle pieghe dell’essere, il proprio essere: ipotesi o sintesi di un procedimento che è proprio di tutta la vera poesia.”; M. Guidacci: «... Uno stile sospeso ad atmosfere evocatrici che sa giungere ad approdi felici. Sostanza esistenziale forte, vitale, autentica che interpreta con tono dirompente la sfera dei sentimenti. D.S. B. si conferma poeta d’altissimo rango. Ciò rende la sua parola lirica il risultato di un linguaggio individuale alla ricerca di luce, di spazi cosmici, dove l’immediatezza del dettato abbraccia l’io più profondo e lo concilia con l’universale di ognuno.”; M.G. Lenisa: (con recensioni varie)”Il suo cantare pare esprimere una tensione tutta nuova, auspicata dalla filosofa Luce Irigary, ossia si pone davanti e dentro la natura in modo nuovo...”; O. Macrì: “Una discrezione mite e serena è la virtù di questa poetica, eppure, così ferma nella sua energia vitale, sovente giocata e intrisa ad un pudore allertato da un linguaggio nuovo, da una nuova capacità e libertà di formule.” P. Maffeo: (con prefazione, giudizi e recensioni “Cifra altresì d’una proiezione lirica che ancora cerca nei giorni e oltre i giorni della terra l’approdo a un compimento ultimo.” D. Maffi: (con prefazioni e note critiche)”Nei suoi versi contano i soprassalti, le memorie, i palpiti mai sopiti di un’anima che si scioglie in suggestiva emotività d’ispirazione.”; C. Manzi: “Giustamente per tutto quello che ha detto e scritto in tanti anni di operosa attività, è stata definita una delle presenze più rilevanti della diorama culturale e letterario non solo nazionale, ma a buon diritto anche internazionale.”»; A. Merini: “L’autrice, consapevole della frattura quotidiana tra la realtà e il sogno, perviene ad una rilevanza filosofica oltre che linguistica, istruendo un rigore e un nitore della parola, sotto il profilo di un vasto panorama di felici intuizioni.“; V. Moretti, (con note su verbale di giurie): “La scrittura, che si snoda attraverso continue interrogazioni e risposte provvisorie, in quanto quest’ultime aprono ad altri e più pressanti quesiti, attraverso l’uso sempre appropriato dell’allegoria e l’osmosi del momento critico, con quello creativo, sorregge adeguatamente l’impegno dell’autrice e la durata interna dei singoli frammenti.” A. Mundula: (con note critiche ) “Poesia dall’acuto e limpido stupore creaturale.»; G. Pampaloni :«Versi belli, ispirati, vibranti, vitali … c’è veramente tanta stoffa. È una poesia meditata e scaltrita da una sintesi estremamente vigile, efficacissima negli esiti e nella costruzione sintattica.“; A. Piromalli (con prefazioni, note critiche, presentazione dell’autrice): “Vi sono punti altissimi nella visione dell’ideologia esistenziale dell’autrice e sono resi con quel distacco e quel controllo che caratterizza il suo linguaggio. Non c’è un solo cedimento all’espressione sentimentale (né a quella prosastica) e il dettato lirico si svolge su un piano di alta dignità di stile e senza ondeggiamenti sperimentali. In questa misura è il dominio artistico, che non era facile mantenere nelle sfumature (numerose) in una visione di tale ampiezza“;G. Raboni (con prefazione all’L’Artofantasma: “…i meriti e i contrappunti, i significati della sua scrittura toccano ‘vertici alti in sofisticati meccanismi di relatività. Ne consegue una personalità evidente, una consumata estraneità a stilemi arbitrari di certa letteratura dell’ultima ora, che danno al suo linguaggio lirico la bellezza e l’eleganza del processo già avviato che è l’avvenire irrinunciabile della palingenesi della vita.”; V. Rossi ((con diverse recensioni e saggi critici): “Nel tempo e nello spazio dei componimenti conserva una misura ritmica e semantica che attesta la presenza di una voce ferma e autentica, rivelante feconda ampiezza di letture e slanci di universalità.“ P. Ruffilli: “Continuo ad avvertire molte consonanze tra la tua produzione e la mia; nonostante, come è giusto, le diverse esperienze.“; A. Spagnuolo: “La fittissima trama della memorizzazione è una testimonianza all’istanza lirica perché ciascun verso è legittimamente compreso in un campo tracciato per la conflittualità del sopravvivere: uniforme e costante accumularsi di tensioni, di riflessioni, di elusioni per fingere a sé stessi di riconoscere la voce dell’io sommerso.»; F. Ulivi (prefazione e recensioni):”Si fermi l’attenzione a quella consapevolezza amara che il suo fascino e il suo riscatto di poeta.»; V. Vettori (con prefazione al vol. L’attimo che conta):”E credo sia giusto riconoscere a questa poetessa tutto il merito di essersi concretamente collocata con la propria opera sulla linea di tale novità.» oltre a N. Abbagnano, F. Piccinelli, R. de Cadaval, L. Zinna, S. Guerrieri, D. Giancane, S. de Bressieux, S. Demarchi, A. Capasso, A. Coppola, (vedi la monografia dedicata all’autrice), F. Tomizza, S. Veltre, A. Bertolucci, Neuro. Bonifazi (con introduzione critica al vol: Adiacenze e lontananze), S. Arcidiacono, Rosa Berti Sabbieti (vedi la monografia e lo studio critico dedicati all’autrice), P. Martiniello, C. Chiodo, Marco Forti, (vedi prefazione al vol: Tra l’onda e la risacca)