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Autore: ninnj
• mercoledì, aprile 29th, 2009

Dal volume: “Come nel fosso l’erba” di Ninnj Di Stefano Busà

Alla Fonte del Lete

La notte aveva appena recitato

l’ultima sua requiem, ardeva

la lanterna l’ultimo olio a millantare

il giorno, il battito di sangue nella vena.

Avevamo ancora al labbro graticci di miele,

bevuto alla fonte del Lete la nostra avventura.

Isole di nebbia irrompevano dalla nostalgia

a sorgenti d’opale e ametista,

quando a precipizio ci franò l’ultimo traguardo.

Finché il tempo resiste

Ogni cosa si affida alla malizia,

ma torna all’incenso dei tramonti

per aprirsi un varco ai fiati della notte.

Le voci colmano anfore ai risvegli.

L’attesa sempre nuova è data dalla fragranza

acerba della rosa, dal suo profumo intatto.

Grani di poesia

Ti trovo nel dilemma dei girni,

come erba tagliata al muro di dolore.

Non c’è che un silenzio di stoppie,

il grido lacerato delle strade:

un sogno dentro un altro sopravvive

dall’eco lontana dei raccordi.

Ha letarghi di foglie, brezze sulla pelle.

Lì la parola freme di sillabe redente,

fra pampini e vitigni addolcisce

le brezze dei mattini. La vita ha il sogno

che accompagna grani di poesia,

mentre spalanca l’anima alla fonda.

Autore: ninnj
• martedì, aprile 28th, 2009

Ninnj Di Stefano Busà il 24 aprile ha presentato a Milano in Via Montenapoleone la rassegna artistica della poliedrica Laura Rossi Ravaioli  concentrata ormai da diversi anni sul versante della poesia/pittura/scultura, in versatili abbinamenti . A fare gli onori di casa Serena Siniscalco. Numerosi i presenti, gli Ospiti e i giornalisti a congratularsi con la nota artista ormai accreditata nei diversi versanti.

Autore: ninnj
• domenica, aprile 26th, 2009

Si è spento nella notte del 18 aprile il poeta, critico e saggista Sirio Guerrieri. Aveva aderito al Manifesto del Realismo Lirico di Aldo Capasso, mettendo di suo:una innata passione per il naturalismo bucolico e promovendo una poesia elegiaca e tradizizionale dal modulo schietto, limpido, alieno da cerebralismi e contaminazione della new avanguardia di questo fine secolo che, da tutti gli ismi passati, ha voluto imporre  un sillogismo artificioso, un coacervo di sperimentazioni fuorviante, minimalista che guarda alla poesia come a un “frutto marcio”  in procinto di scomparire per asfissia e disattenzione. Sirio Guerrieri aveva preso da tempo le distanze da tale posizione, e da quel modello linguistico/ strutturale che niente più ha da spartire con la poesia, perché percorre un criterio di forte contrasto con la poesia < pura>; un criterio lontano mille miglia dal sentimento e molto più vicino ad un freddo e indistinto laboratorio, qualche volta obitorio, in cui davvero, e con molta difficoltà la poesia può tornare ad essere in sintonia con la natura e l’uomo, presa com’è dalle difficili derive che non le consentono approdi ma solo naufragi e sterili esperimenti per non soccombere definitivamente, o almeno tentare un avvicinamento possibile alle suggestioni, alle sensazioni, ai brividi emozionali della pagina Letteraria e Storica dei Grandi predecessori. La poesia per Guerrieri era rimasta un punto fermo della sua vita, una concezione interiore di estetica bellezza e di armoniosa verità, entrambe presenti costantemente  nella sua vita, fino all’ultimo. (Ninnj Di Stefano Busà)

Circolo della Stampa

 

 

 

 

 

 

In sua memoria ho scritto questi versi.

IL GIOCO FINISCE A LUCI SPENTE

La morte non concede proroghe,

sulla scena di un altro sipario

recita la vita nei minimi dettagli.

Qui è tutto nella capacità totalizzante

delle ossa di attutire i contraccolpi:

il gioco finisce a luci spente,

si chiude sul corpo martoriato.

La gioia di vivere è nel privilegio dell’ala,

quando tocca il cielo e vi s’ingloba,

come tuorlo al guscio che lo tiene stretto.

Dimmi ancora del verde di maggio

che s’apre a profili di rondini,

dettami parole appropriate, le più abbreviate…

virgole dimenticate sulle strade del mondo,

mentre imperversa la necessità

di fuggire perfino da noi stessi.

E’ nel battesimo dell’ardimento la virtù del coraggio.

Poi è sempre analogia il muoversi

tra parola e silenzio, il filo teso

nel vuoto ce ne darà ragione.

Autore: admin
• giovedì, aprile 23rd, 2009

Hanno scritto anche, tra gli altri: E.F. Accrocca: Si tenga infine conto della qualificazione raggiunta, che s’inserisce su un piano linguistico moderno, pur mantenendo il severo controllo delle varie connessioni surreali, che sono in definitiva il merito di questa poesia.»; G. Bárberi Squarotti (con diverse note critiche, 2 prefazioni etc): “Un risultato poetico di grande intensità e bellezza pienamente raggiunto nel suo meditativo lirismo religioso e umano.“; P. Bigongiari: Una scrittura armonica e stringata, fortemente scevra da forme leziose ed elegiache che sono lontane anni-luce da questo modulo espressivo. Una sostanza lirica che propone una straordinaria fruibilità di simboli, che non sono né vogliono essere ‘parole in libertà’…”; C. Bo: Un lavoro impegnativo portato avanti con serietà e competenza, che assolve alle varie carenze della poesia odierna così scura di veri valori e di arte.”;V. Esposito: (con diversi giudizi critici su antologie, recensioni, prefazioni) “Una scansione musicalmente ben controllata, con un linguaggio raffinato, privo di cadenze convenzionali, senza orpelli di retorica aulicità e senza alcun residuo extrapoetico, di crociana memoria”; E. Giachery :Quella dolcezza inquieta mi resterà vicino per una frequentazione assidua e discreta dei suoi versi, così compositi quanto controllati, eppur felicemente raggiunti da un eccezionale pathos.»; A. Grassi: “Una poesia impegnata, ricca di contenuti, dalle meditazioni e dalle osservazioni sparse in ogni verso, passionale e poetica, quasi un ragionamento sentimentale per la semplice ragione che anche il sentimento può diventare oggetto di giudizio.”; M. Grillandi: “Ogni sillaba di questa poesia scava nei solchi, nelle pieghe dell’essere, il proprio essere: ipotesi o sintesi di un procedimento che è proprio di tutta la vera poesia.”; M. Guidacci: «... Uno stile sospeso ad atmosfere evocatrici che sa giungere ad approdi felici. Sostanza esistenziale forte, vitale, autentica che interpreta con tono dirompente la sfera dei sentimenti. D.S. B. si conferma poeta d’altissimo rango. Ciò rende la sua parola lirica il risultato di un linguaggio individuale alla ricerca di luce, di spazi cosmici, dove l’immediatezza del dettato abbraccia l’io più profondo e lo concilia con l’universale di ognuno.”; M.G. Lenisa: (con recensioni varie)”Il suo cantare pare esprimere una tensione tutta nuova, auspicata dalla filosofa Luce Irigary, ossia si pone davanti e dentro la natura in modo nuovo...”; O. Macrì: Una discrezione mite e serena è la virtù di questa poetica, eppure, così ferma nella sua energia vitale, sovente giocata e intrisa ad un pudore allertato da un linguaggio nuovo, da una nuova capacità e libertà di formule.” P. Maffeo: (con prefazione, giudizi e recensioni Cifra altresì d’una proiezione lirica che ancora cerca nei giorni e oltre i giorni della terra l’approdo a un compimento ultimo.” D. Maffi: (con prefazioni e note critiche)”Nei suoi versi contano i soprassalti, le memorie, i palpiti mai sopiti di un’anima che si scioglie in suggestiva emotività d’ispirazione.”; C. Manzi: Giustamente per tutto quello che ha detto e scritto in tanti anni di operosa attività, è stata definita una delle presenze più rilevanti della diorama culturale e letterario non solo nazionale, ma a buon diritto anche internazionale.”»; A. Merini: L’autrice, consapevole della frattura quotidiana tra la realtà e il sogno, perviene ad una rilevanza filosofica oltre che linguistica, istruendo un rigore e un nitore della parola, sotto il profilo di un vasto panorama di felici intuizioni.“; V. Moretti, (con note su verbale di giurie): “La scrittura, che si snoda attraverso continue interrogazioni e risposte provvisorie, in quanto quest’ultime aprono ad altri e più pressanti quesiti, attraverso l’uso sempre appropriato dell’allegoria e l’osmosi del momento critico, con quello creativo, sorregge adeguatamente l’impegno dell’autrice e la durata interna dei singoli frammenti.A. Mundula: (con note critiche ) “Poesia dall’acuto e limpido stupore creaturale.»; G. Pampaloni :«Versi belli, ispirati, vibranti, vitali … c’è veramente tanta stoffa. È una poesia meditata e scaltrita da una sintesi estremamente vigile, efficacissima negli esiti e nella costruzione sintattica.“; A. Piromalli (con prefazioni, note critiche, presentazione dell’autrice): Vi sono punti altissimi nella visione dell’ideologia esistenziale dell’autrice e sono resi con quel distacco e quel controllo che caratterizza il suo linguaggio. Non c’è un solo cedimento all’espressione sentimentale (né a quella prosastica) e il dettato lirico si svolge su un piano di alta dignità di stile e senza ondeggiamenti sperimentali. In questa misura è il dominio artistico, che non era facile mantenere nelle sfumature (numerose) in una visione di tale ampiezza“;G. Raboni (con prefazione all’L’Artofantasma: “…i meriti e i contrappunti, i significati della sua scrittura  toccano ‘vertici alti in sofisticati meccanismi di relatività. Ne consegue una personalità evidente, una consumata estraneità a stilemi arbitrari di certa letteratura dell’ultima ora, che danno al suo linguaggio lirico la bellezza e l’eleganza del processo già avviato che è l’avvenire irrinunciabile della palingenesi della vita.”; V. Rossi ((con diverse recensioni e saggi critici): “Nel tempo e nello spazio dei componimenti conserva una misura ritmica e semantica che attesta la presenza di una voce ferma e autentica, rivelante feconda ampiezza di letture e slanci di universalità. P. Ruffilli: Continuo ad avvertire molte consonanze tra la tua produzione e la mia; nonostante, come è giusto, le diverse esperienze.“; A. Spagnuolo: La fittissima trama della memorizzazione è una testimonianza all’istanza lirica perché ciascun verso è legittimamente compreso in un campo tracciato per la conflittualità del sopravvivere: uniforme e costante accumularsi di tensioni, di riflessioni, di elusioni per fingere a sé stessi di riconoscere la voce dell’io sommerso.»; F. Ulivi (prefazione e recensioni):”Si fermi l’attenzione a quella consapevolezza amara che il suo fascino e il suo riscatto di poeta.»; V. Vettori (con prefazione al vol. L’attimo che conta):”E credo sia giusto riconoscere a questa poetessa tutto il merito di essersi concretamente collocata con la propria opera sulla linea di tale novità.» oltre a N. Abbagnano, F. Piccinelli, R. de Cadaval, L. Zinna, S. Guerrieri, D. Giancane, S. de Bressieux,  S. Demarchi, A. Capasso, A. Coppola, (vedi la monografia dedicata all’autrice), F. Tomizza, S. Veltre, A. Bertolucci, Neuro. Bonifazi (con introduzione critica al vol: Adiacenze e lontananze), S. Arcidiacono, Rosa Berti Sabbieti (vedi la monografia e lo studio critico dedicati all’autrice), P. Martiniello, C. Chiodo, Marco Forti, (vedi prefazione al vol: Tra l’onda e la risacca)

Autore: admin
• giovedì, aprile 23rd, 2009

L’Organizzazione vanta un capillare sviluppo in tutta Italia a favore di scrittori, letterati, poeti, giornalisti etc. Il Comitato centrale decide per votazione, propone le attività annuali, definisce il programma sulla base dello Statuto e degli Organi Sociali e del tesseramento. Mantiene in essere gli Organismi territoriali e centrali, riunisce i Congressi.   Chi siamo?  L’Unione Naz.le Scrittori è una grande Organizzazione letteraria artistica e culturale che ha sede Direzionale a Roma, ma è diramata e diffusa in tutto il territorio nazionale con sedi provinciali distaccate che a loro volta hanno un Responsabile locale e delle sedi nelle quali operare.

Il portale “CIELI ALTI POESIA” di cui sono responsabile è un progetto letterario a favore della Poesia e della Letteratura. Promuove la cultura ovunque se ne ravvisi il segno